Home

Chi siamo

    • Premessa
    • Consiglio
    • Statuto
    • Scheda di adesione
    • La redazione
    • Altri dati

Archivio

Articoli

Eventi

Social

Dove trovarci

Contatti

Quo Vadis?

Eventi
I Boni & Friends, vincitori di Sannolo 2018
 

Articolo di Francina Foresti

Sono i Boni and friends a trionfare a festival di Sannolo 2018 con “io abito a Nolo”, un testo ironico che racconta del voler vivere nel quartiere di Nolo con un sound frizzante impreziosito dalla presenza del sax, nuovo tormentone assicurato.

Ma partiamo con ordine, la terza e ultima serata del festival si apre con un paio di colpi di scena, i COCIDA infatti, che avrebbero dovuto essere in finale hanno rinunciato a causa di un misterioso impegno irrinunciabile (a differenza di Sannolo??), il secondo invece riguarda Daniele Serrenti altro finalista che non parteciperà più alla competizione, motivo? Pare che il suo singolo non fosse esattamente inedito, in quanto già pubblicato da un’etichetta, violando quindi il regolamento. Daniele però era in buona fede, lo ha dimostrato con la sua condotta un po’ timida e riservata e quello sguardo dolce, viene quindi autorizzato ad esibirsi (fra gli applausi scroscianti del pubblico) ma rimanendo fuori gara. Sempre divertente partecipare alle pene di amore della bella Ileana, la valletta in cerca di marito, fra le nolers più amate del quartiere, sempre un po’ forzato lo sketch con Anna buffa che interpreta una polacca ed il gemellaggio fra Nolo ed un piccolo paesino in Polonia, cose già viste e riviste.

Arriva subito il momento dell’atteso ospite “internazionale”, da oltre i confini di Nolo (dunque praticamente all’estero), arriva Rosalba da Porta Venezia. Ci guardiamo tutti tra noi domandandoci sottovoce “Ma chi l’è?”, perché Rosalba si presenta sul palco coprendosi il volto con le mani. Avremmo potuto intuirlo dal nome abbinato all’inconfondibile taglio cortissimo, sul palco di Sannolo è arrivata Arisa. Un’artista unica, con una voce cristallina e potente ha lasciato tutti a bocca aperta, le persone cantavano assieme a lei ma in modo molto composto, quasi incredule di vedere una cantante così famosa proprio così vicina. Un momento di pura magia.

Finalmente ha inizio la gara vera e propria, primo artista Manzish con “La giostra”, aveva già convinto nella prima serata, il suo stile reggae porta una ventata di allegria facendo muovere a ritmo sulle sedie, ottima performance.

Segue Veronica Verri, con “Lucide bugie”, voce profonda e un ritorno al classico con una canzone dal sapore un po’ vintage, belle le parole ricevute dalla giuria di qualità.

La terza artista ad esibirsi è Marte con “La mia vita è uno zoo”, tra l’altro è stata la terza classificata di Sannolo 2017, e ha deciso poi di ripresentarsi anche quest’anno. Abbandonando l’ukulele per un sound più elettro ha creato un pezzo deciso, orecchiabile e convincente. Sul palco il tocco in più lo dà il pinguino che balla.

Momento video con Maurizio Porcu, inviato di Sannolo che fa un giro nel quartiere per uno scambio musicale con i molti stranieri che ci vivono. Molte persone, molte nazioni, molte canzoni diverse, un po’ di tenerezza e un po’ di simpatia nel vedere questi cantanti improvvisati intonare (e stonare) pezzi a loro così cari.

Ed è subito il momento dell’esibizione di Stefano Marchettini con “Fuori luogo”, canzone orecchiabilissima, melodia di quelle che ti mandano in loop continuo, Stefano ha convinto ancora di più la giuria di qualità che aveva già speso belle parole alla prima serata, il pubblico ipnotizzato cantava assieme a lui.

Il prossimo artista ad esibirsi è Silversnake Michelle con “Desiderando”, ripescata alla seconda serata dalla lobby gay. La lobby gay infatti in entrambe le serate prima della finalissima aveva la possibilità di mandare direttamente in finale e senza dare alcuna spiegazione uno degli artisti che non aveva passato il turno con la giuria popolare e di qualità. Il pezzo è un inno alla passione e all’amore, con un ritornello che rimane in testa e una voglia di desiderio da appagare.

Torna a fare venire voglia di muoversi e scatenarsi Mark De Medici con “Palloncino o spillo”, un personaggio tutto particolare, serio quando è serio ma serio anche quando è felice, Mark è di certo una persona coerente. Il pezzo funziona, testo importante su una base giocosa, uno dei preferiti dal pubblico e dai giudici.

Facciamo una pausa dal contest con il monologo di Siliva Rudel “L’omo mio”, in cui tratta la ricerca dell’uomo perfetto in chiave ironica e divertente. Applausi.

Si torna in gara con Le mani in tasca e la loro “Senzatitolo”, altro ripescaggio della lobby gay. Le ragazze si presentano bene sul palco, con una cornice punk che però non rispecchia esattamente il carattere che ci si aspetterebbe. La canzone di per sé non è male, ma si crea troppa confusione a causa della mancanza di coordinazione fra loro.

L’artista che più ha diviso le giurie è Paolo Antonio con “Normalità”, alla prima serata aveva fatto ballare la giuria popolare e aveva ottenuto il successo del pubblico, ma non aveva convinto quella di qualità. I pareri con la seconda esibizione non si sono modificati ma anzi, sempre più amato da un lato e sempre meno compreso dall’altro.

Tutti concordi però su “Gioia”, scritta da Il piragna. Si tratta di una poesia che riprende l’esperienza personale dell’artista, il tema è quello di un bambino nato da poco, da due ore, e venendo al mondo sente già di non appartenere a qualcuno. Gioia parla di come questo bambino si sente, di quello che prova, commuovendo ed emozionando tutti, Il Piragna ci regala una vera perla. Unanime l’apprezzamento.

La gara va avanti ed è il turno degli Io Pellegrino con “Semi libero”, il pubblico era rimasto coinvolto già alla prima esibizione, cantando in coro il “nananainanan” del ritornello. Piaciuti a tutti, anche alla giuria che consiglia loro di essere un po’ meno forzatamente simpatici perché potrebbe risultato esattamente il contrario, incassano comunque complimenti, bella esibizione.

Uno dei cantanti che invece aveva convinto poco e niente la giuria di qualità era Stefano Caponetti, riammesso in finale ha dato dimostrazione di carattere e ha reso la sua canzone “Dammi solo tutto” decisamente più convincente. I giurati di qualità infatti hanno riconosciuto ancora lacune nel testo ma hanno rivalutato l’artista.

Ad estasiare tutti senza “se” e senza “ma” è Matteo B. Bianchi, giurato della lobby gay ma soprattutto autore di numerosi romanzi ha portato sul palco “Solo a Nolo”. Ovviamente parla di Nolo e di come sia vivere a Nolo, contraddizioni, tanto cuore e tanta simpatia per descrivere un quartiere pieno di gente un po’ stramba a volte, ma che è sempre in prima linea per migliorare il posto in cui vive, giorno dopo giorno.

Chiudono la serata i Boni and friends con “Io abito a Nolo”, pareva dal titolo l’ennesima arruffianata fine a sé stessa, di quelle quasi imperdonabili. Invece i Boni and friends sono riusciti nella loro impresa, non nolers hanno creato una canzone su nolo che è piaciuta a tutti. La loro semplicità però non distoglie dalla loro bravura, testo divertente e orecchiabilissimo è di sicuro il tormentone di questo Sannolo 2018, tutti, ma proprio tutti hanno cantato a squarciagola.

Per i tre vincitori I premi di quest’anno sono 300, 500 e 700 euro. Mentre il premio Flavia fortunato che viene assegnato dalla lobby gay è del valore di 100 euro.

Ad aggiudicarsi il primo premio Flavia Fortunato del festival di Sannolo è Marte!

La classifica finale svela i tre vincitori di questo festival di Sannolo 2018: al terzo posto Marte, al secondo posto Mark De Medici e in vetta, in cima, in alto, nell’olimpo ci sono loro, i Boni & friends!

C’è chi dice che i vincitori abbiano “vinto facile”, c’è chi dice che sul podio doveva esserci anche Il Piragna quel che è certo è che questa edizione è stata pazzesca.

Non perdetevi la prossima edizione, w SanNoLo.

 

Ultimo numero

Login