Le due pentole/1

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"Non si lascia

la pentola di coccio

per quella luccicante"

 

Proverbio Camerunese

Immagine di vita sociale

 

di Angelo Inzoli

 

Quando si scopre un pozzo d'acqua buona non lo si abbandona. Ecco la ragione per cui è Jo Baba (leggi proverbio: La gallina/1) che ci guiderà nella scoperta del proverbio di oggi, un detto tradizionale Makà, popolo dell'Est Camerun.

Dovete sapere che dopo l'infruttuosa spedizione commerciale con la sua gallina Bingo al mercato di Abong-Mbang, Jo Baba divenne ancora più popolare nel villaggio di Bidijgue, soprattutto tra le donne. Questo doveva diventare uno dei punti di forza dell'aspirante imprenditore, che - benché non avesse intascato nulla da quel giorno, con grande sollievo di Bingo - poteva vantare di avere nel suo armadio un favoloso completo grigio, non molto dissimile da quello che portava James Bond nel famoso film "Operazione tuono". Jo Baba, tuttavia, non sapeva ancora quali pericoli per un sognatore ingenuo, era il diventare oggetto delle brame femminili. Egli era, infatti, tutt'altro che un

"Tombeur de femmes" (che tradotto in siciliano significa "sciupafemmine"): da tempo, possiamo dire dall'infanzia, era legata alla sua Margotte, o Margy come lui la chiamava nei momenti di familiarità e già ormai si parlava di pagare la dote, la prima tappa in Africa per fare con una donna famiglia a parte.

Tutto precipitò il giorno della festa nazionale quando per recarsi ad assistere alla grande parata degli scolari dei villaggi Jo Baba decise di indossare il suo abito festivo. Non appena mise piede alla parata gli occhi di tutti erano su di lui; il Sindaco addirittura lo scambiò per qualche deputato della regione venuto a vedere e controllare la disciplina politica di quel villaggio. Il suo sbaglio suscitò l'ilarità generale ma nulla tolse al privilegio che Jo Baba ebbe quel giorno di sedersi sugli scranni delle autorità e di potersi bere (indisturbato e gratis) il loro buon vino.

Tra tutti la sorte volle che tra la folla delle astanti a notarlo vi fosse Ebeline, da tutti conosciuta come "la Beyo" di Atok. Donna avvenente, leggiadra e un tantino furba, scuramente più di Jo Baba. Il soprannome Beyo gli veniva dalla più nota Beyoncé: per quale ragione glielo avessero affibbiato non mi è dato di sapere ma il suo incedere assomigliava a quello dell'artista americana: seducente, elegante, aggressivo (guardate l'inizio del video Crazy in Love e capirete). Alla Beyo, sempre in cerca dell'uomo perfetto (ai suoi scopi), non le volle molto per capire che quell'uomo ben vestito poteva fare il suo caso. Beyo di matrimoni era esperta e - a detta di Bernadette, la sua amica più fidata - era addirittura una veterana di questo tipo di avventure.

Il flirt tra il James Bond di Bidijgue e la Beyoncé di Atok fu più di un colpo di fulmine, fu una autentica deflagrazione capace di scuotere la calma di quella regione ricoperta di bananeti, ananas, cacao e caffè, per i suoi pacifici abitanti e per la povera Margy. Di come avvenne l'esproprio sentimentale circolarono da subito versioni contrastanti, sia da parte di chi ne era favorevole sia di chi lo biasimava.

Come uno che la Grazia ha scelto, Jo Baba non si pose molte domande, ma da subito assunse quella passiva sudditanza verso una smagliante Beyo di cui solo dopo, quando sarebbe stato troppo tardi, si sarebbe pentito. A differenza della più spartana Margy, la Beyo era una donna esigente, e le sue esigenze erano proporzionali alla gloria che riteneva di poter portare come botta di vita all'uomo che sceglieva con piedistallo della sua avvenente bellezza. In attesa che la botta esplodesse, ella cominciò a portava con sé, a spese di Jo Baba una autentica corte di professionisti della bellezza: chi faceva le trecce, chi dipingeva le unghie, chi cuciva i suoi meravigliosi Kabà (i vestiti tradizionali delle donne africane, compresi di copri-capo dotati); senza contare il personale di servizio: la domestica per la casa, la cuoca per la cucina, la guardarobiera per i vestiti, il Guaritore personale per la difesa dai malocchi del villaggio. La semplice casa di Jo Baba, con l'arrivo della psichedelica Beyo divenne una delle corti più chiacchierate della regione, incamminata a diventare la Versailles dell'Est Camerun. Perfino Bingo non ci capiva più nulla se non che tutto in quella casa ormai era sacrificabile per la luccicante Beyo: e in quel "tutto" lei, la più famosa gallina della regione, era compresa. Margy, invece, travolta dallo scandalo e dalla umiliazione, taceva e attendeva. Jo lo amava, certo, ma questa non gliela avrebbe perdonata. Tanto più che oltre al ripudio pubblico doveva sorbirsi il gossip delle amiche, che, nelle sere dopo cena, le ripetevano, quasi a voler mettere generose manciate di sale sulla ferita quello stupido proverbio: "non si lascia la pentola di coccio per quella luccicante". E' così che Jo Baba si posizionò, totalmente stordito, tra l'incudine e il martello, in attesa che la lama piombasse improvvisa sul suo collo a staccarlo di netto dal suo sogno.     

Come lo cose cambiarono non si sa. Certo è che non ci volle molto alla tuonante Beyo per capire che se non aveva preso un granchio, sicuramente di uno scorfano si trattava. E quando non si hanno ragioni (o non si possono dire) non resta che affidarsi alla più antica e sempre efficace exit-strategy dell'essere umano: l'occasione buona, condita da un buon pretesto. L'occasione buona fu fornita da un banale incidente d'auto. Il giovane capo di una società tedesca che lavorava per costruire una centrale elettrica verso Ayos si fermò un giorno davanti alla casa di Jo Baba con una gomma a terra. Mentre i domestici di Jo Baba riparavano il guasto, la giovane Beyo ne approfittò per tessere la sua tela attorno all'incauto Kuntz, biondo, atletico e soprattutto ancora scapolo. Quando la macchina fu riparata, il tedesco aveva già commesso il suo primo errore, scambiando la disinvolta sfacciataggine della giovane Beyo per sincerità disinteressata. Qualche giorno dopo quel Principe Azzurro venne a liberare Biancaneve incatenata dal perfido Jo Baba. Beyo se ne partì così, senza nemmeno salutare, e indietro più non tornò. Ma la Beyo era così: non tornava mai indietro e mai dava spiegazioni, per la disperazione di Jo Baba e la felicità di Bingo, sopravvissuta per la seconda volta.

Intanto Margy si poneva la domanda che tutti ci poniamo alla fine di questa storia: ma Jo Baba avrà capito questa volta perché "non si cambia la pentola di coccio per quella luccicante"? Alla prossima settimana…

(fine prima parte).    

 

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