INTERVISTA A FABIO TREVES

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 Davide Lopopolo 2019.06.17 Fabio Treves 105FABIO TREVES – virtuoso dell’armonica a bocca, ha fondato la Treves Blues Band, con la quale suona da 45 anni. E’ considerato il re italiano del blues. 

Come hai vissuto questo periodo di perdita della libertà?

Sinceramente non ho mai avuto la sensazione di aver perso la libertà. E’ stato un periodo di lockdown che io ho utilizzato facendo tante cose per me importanti. Leggendo (soprattutto le autobiografie di grandi artisti come Zappa, B.B.King e Alexis Korner), riguardando vecchi filmati musicali, sistemando il mio archivio fotografico e anche realizzando diversi video a sostegno di situazioni e categorie di persone che avevano bisogno di solidarietà e vicinanza.

Dopo il 22 febbraio, data del tuo ultimo concerto, hai dovuto cancellare gli impegni successivi. Come hai mantenuto i contatti con la tua band?

Ci siamo sentiti spesso, abbiamo parlato di progetti, di brani nuovi e di idee musicali. E dal momento che abitiamo in tre regioni diverse ci siamo aggiornati in tempo reale sulla situazione che ognuno di noi stava vivendo…

Sembra che tutti i concerti debbano essere rinviati al 2021. È un periodo di vuoto lunghissimo, immagino difficile da colmare. Come pensi di farlo? 

Penso che la tipologia dei concerti blues permetta di organizzarli e farli, seguendo i protocolli indicati, anche in questa estate 2020. Quindi spero di riprendere a suonare con la TBB anche prima del prossimo anno. E sono sicuro che quando rivedrò i miei amati fans scatterà l’entusiasmo e il sorriso di sempre, anche se magari coperto dalla mascherina…

Sarà possibile secondo te ricominciare come prima della bufera, riempire di pubblico i teatri o le arene o gli stadi, oppure ci saranno cambiamenti sostanziali nel modo di fare musica? Quale visione per il futuro?

Certo che sarà possibile, ognuno di noi non dimenticherà tanto facilmente amici, parenti e conoscenti che hanno sofferto o non ci sono più, ma la voglia di ripartire e l’entusiasmo ci daranno una mano. Con il tempo riprenderanno anche i grandi eventi, con la speranza che ci sia anche una riflessione profonda sul mondo della musica e del “business” che ne deriva.

Comunque ti dico una cosa: la TREVES BLUES BAND è sopravvissuta a tanti cambiamenti sociali e politici, e riprenderà il lungo cammino sulla strada del Blues più grintosa e determinata di prima.

Come saremo noi tutti dopo la pandemia? Questo, che sembra un castigo biblico, ci lascerà qualcosa di buono?

Secondo me le persone sensibili ed intelligenti rimarranno tali, e trarranno un insegnamento da questa esperienza, apprezzando ancora di più quello che hanno, in primis la salute… Daranno valore alla vita, alle cose e ai rapporti umani anche più di quanto facessero prima, perché hanno vissuto questo periodo coltivando i valori importanti. Gli stupidi ed i superficiali saranno così anche dopo la pandemia, perché non avranno conosciuto niente tranne il loro egoismo e la loro banalità, e non avranno imparato nulla da questa emergenza.

Foto © Davide Lopopolo

 

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