GIANCARLO BOZZO

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 Davide Lopopolo 2020.02.13 GiancarloBozzo 15GIANCARLO BOZZO - Direttore artistico di Zelig, regista, autore e coautore di tanti spettacoli teatrali.

1) quando ci siamo incontrati per l’intervista che ripubblichiamo in questo numero non avremmo immaginato che, subito dopo e per la prima volta nella nostra storia personale, avremmo subìto una limitazione di libertà: che effetto ti ha fatto ?

Beh direi che aver vissuto in casa per più di due mesi, mi ha dato modo di riflettere su alcune cose e di trovare piccole risposte. In questo caso non l'ho sentita come una limitazione della libertà, ma come una necessità importante. Il fatto che mia moglie sia stata ricoverata con la polmonite da virus, mi ha reso molto cosciente delle necessità e dell'importanza di queste "limitazioni".

2) questa bufera planetaria ci ha costretti a mettere in discussione le nostre certezze, i nostri schemi consolidati, il nostro modo di vivere, le nostre professioni. Quali pensieri per il futuro ?

 

Ci sono almeno due pensieri che tornano non solo nella mia mente, ma credo e spero in quella di tutti noi: il pianeta e la nostra salvezza, e la necessità di reinventarsi lavorativamente.

Il primo E' IL PROBLEMA. Se non riusciamo a cambiare il nostro stile di vita e se i grandi della terra non si danno una mossa decisiva, il nostro stesso futuro, e soprattutto quello dei nostri figli, è molto incerto.

Se per caso si riuscisse a risolvere , nel tempo, questo immenso problema, avremmo messo le basi per un futuro. Uno qualsiasi , ma un futuro. Nel frattempo quello che ci accade, è dover fare i conti con un mondo diverso anche  e soprattutto dal punto di vista del lavoro. Tanto sta cambiando per tutti, a maggior ragione per quelli che, come me, vivono dello spettacolo dal vivo, anche in tv. Questo ci costringe ad una ricerca che comunque sarà molto utile: trovare alternative  per lo spettacolo. Alternative di linguaggio e tecnologia innovativa ,alternative in comunicazione e rapporto con il pubblico. A questo ci stiamo preparando e ci stiamo attrezzando.

3) Zelig è la tua creatura, che hai portato al grande successo a tutti noto. Quale sarà il suo sviluppo ? Hai pensato a soluzioni che risolvano i problemi di sicurezza imposti dalla situazione ?

Lo sviluppo di Zelig sarà calibrato e condizionato sia da avvenimenti esterni, speriamo positivi come la fine dell'emergenza sanitaria, sia interni, con il discorso già accennato. Quindi nuove produzioni con meccanismi diversi da quelli tradizionali. le norme di sicurezza per ora non ci consentono di lavorare. I costi della gestione a pubblico ridotto non sono compatibili con le entrate previste a pubblico contingentato. Stiamo riflettendo su questa difficile situazione.

 4) in una recente intervista Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano,

 ha dichiarato che è sufficiente uno spettatore in sala  perchè lo spettacolo vada in scena.  E’ sempre vero o sono possibili altre modalità ?

Queste dichiarazioni sono valide da un punto di vista artistico, e le condivido, ma non sono realistiche. Se avessimo il mecenate del rinascimento, forse si potrebbe realizzare tutto questo, ma non mi pare che si possa intravvedere questo tipo di soluzione. Speriamo invece che lo Stato aiuti la nostra categoria e che si capisca che la cultura ed il turismo sono davvero le più grandi risorse di questo nostro paese.

Foto © Davide Lopopolo

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