PAOLO LIMONTA PRESENTA I RISULTATI DEI PRIMI NOVE MESI DEL SUO ASSESSORATO

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FOTO Paolo Limontadi Pietro Scardillo

Quali sono le motivazioni alla base della costituzione nel gennaio di quest’anno dell’Assessorato all’Edilizia scolastica, scorporata dall’Assessorato all’Educazione?

«Nel mese di dicembre 2019 il sindaco Sala mi ha chiesto la disponibilità a diventare assessore all’Edilizia scolastica, perché c’era bisogno di dare una scossa rispetto alla gestione di questo settore, in cui si erano acuiti una serie di problemi all’interno delle scuole. Naturalmente, ho accettato con grande entusiasmo la proposta del sindaco, pur essendo consapevole delle difficoltà dell’edilizia scolastica del Comune di Milano, che ha in carico 550 edifici scolastici, tra nidi, materne, elementari e medie. Gli edifici delle scuole medie superiori sono di competenza della Città metropolitana.

Le configurazioni architettoniche e costruttive sono molto diverse tra di loro. Ci sono le scuole costruite nei primi decenni del Novecento con spazi molto ampi sia nelle aule sia nei cortili e nei giardini. Poi ci sono le scuole costruite con componenti prefabbricati negli anni ‘50-‘60-’70 per rispondere al boom demografico di quegli anni, conseguente all’enorme immigrazione».                                                                          

Quali sono i problemi prioritari su cui intervenire?

«Proprio le scuole costruite negli anni ‘50-’70 avevano una previsione di “fine vita” sino alla fine degli anni ’90 e invece sono ancora funzionanti.  Si presentano ancora bene e costituiscono circa il 50% del patrimonio scolastico di nostra competenza. Ovviamente, però, sono le strutture che hanno bisogno di numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il loro attuale principale problema critico, avendo il tetto piatto, è dato da infiltrazioni d’acqua che richiedono un generalizzato rifacimento dell’impermeabilizzazione».

Quali sono stati i primi interventi?

«La prima decisione, grazie al sindaco, è stata quella di destinare 30 milioni derivanti dalla vendita del Palazzo delle Scintille al nostro assessorato. Ciò ci ha consentito di fare 2 appalti di 7 milioni l’uno per il rifacimento dei tetti, ai quali si aggiungerà un terzo di 10 milioni entro la fine dell’anno. Grazie ai droni della Polizia locale siamo in possesso di una mappa che ci fornisce lo stato di fatto dei tetti delle nostre scuole. I primi due appalti di manutenzione straordinaria sono stati già assegnati e i lavori inizieranno verso la metà di ottobre. La risistemazione dei tetti interesserà circa 100 scuole a Milano, circa il 20% del totale».

Come è organizzata la manutenzione ordinaria?

«Il Comune di Milano ha dato in appalto la manutenzione ordinaria alla Metropolitana Milanese (MM), che viene svolta da 3 imprese che hanno vinto la gara d’appalto per due anni e che dal 4 maggio scorso, data di sblocco dei cantieri edili, hanno già effettuato con i tecnici di MM circa 1.000 interventi nelle scuole, che hanno così permesso la riapertura il 14 settembre. Tutto questo avviene attualmente con una nuova procedura informatica agile, che permette ai dirigenti scolastici di verificare il percorso e il tempo tra la richiesta di intervento a MM e la sua effettuazione. Ci sono 9 coordinatori operativi, uno per municipio, che sono a loro volta coordinati da un direttore del comune che fa capo al nostro assessorato. Questa stretta rete organizzativa ha accelerato i tempi di esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria».

Quali sono i Suoi rapporti con i dirigenti scolastici?

«L’obiettivo prioritario che mi sono posto è stato quello di attivare un rapporto costruttivo e costante con i 75 dirigenti scolastici dei corrispondenti Istituti Comprensivi comunali, ma anche con le coordinatrici delle scuole materne comunali. Le scuole materne a Milano sono per l’85% in carico al Comune, per il 4% allo Stato, per l’11% sono private convenzionate.

Ci tengo a questa collaborazione anche perché, essendo maestro elementare, so bene che i dirigenti scolastici si sentono abbandonati e soli nella gestione di un organismo complesso come oggi è la scuola, tanto più che con la riforma dell’autonomia scolastica sono sommersi da infinite pratiche burocratiche in un dialogo piuttosto complicato con l’autorità ministeriale e con l’ente comunale. Ho quindi incontrato tutti i dirigenti scolastici e le coordinatrici prima con riunioni collettive e poi ho fatto molti sopralluoghi nelle scuole con contatti diretti individuali, allargati agli insegnanti e ai rappresentanti dei genitori.

Tutto questo fino al 21 di febbraio, quando si è chiuso tutto a causa del Covid.  Da lì in avanti i contatti sono avvenuti telematicamente, gestendo on line tutta l’emergenza spazi, venutasi a creare con le disposizioni sanitarie per il rientro a scuola del 14 settembre, aggravato spesso da classi numerose di 25/26 allievi. C’è stata un’esemplare collaborazione tra tutte le componenti della scuola che ha consentito di risolvere tantissimi problemi, che avrebbero potuto impedire l’avvio dell’anno scolastico nella data prestabilita».

È coinvolto sul problema dell’apertura delle palestre alle società sportive dopo l’orario scolastico, in cui vi è un’opposizione intransigente dei dirigenti scolastici?

«Sì, sono coinvolto con l’assessore all’Educazione. La nostra posizione è che le palestre debbano essere dei luoghi utilizzabili dalle società sportive dopo l’orario scolastico. Abbiamo preso atto della preoccupazione dei dirigenti scolastici che temono che la società sportiva alla sera, al termine degli allenamenti, non sanifichi bene le varie parti degli ambienti loro affidati. Quindi esiste una preoccupazione di natura sanitaria. Noi stiamo cercando di convincere i dirigenti a trovare delle soluzioni, anche perché chi frequenta le attività sportive sono ancora prevalentemente ragazzi e giovani del territorio. Naturalmente la responsabilità delle società sportive deve garantire quanto richiesto; in caso contrario verrà revocata l’autorizzazione a proseguire l’attività».

Può fare il punto sul Parco Trotter?

«Al Parco trotter sono partiti i cantieri per adeguare tutti i padiglioni per ottenere la certificazione di prevenzione incendi, mettendo tutti gli impianti a norma. Si prevede che per fine giugno, al termine dell’anno scolastico, tutti gli interventi siano stati completati.                                                                                                                       

La notizia bella è che sono finiti i lavori di ristrutturazione della piscina, finanziati attraverso i fondi del bilancio partecipativo. Il 27 settembre ci sarà l’inaugurazione dei nuovi campi di basket, di pallavolo e di calcetto.

 Infine, mentre la scuola media si è già trasferita nell’ex Convitto ristrutturato, sono partite le prime riunioni preliminari alla sistemazione della parte destinata alle associazioni.                                                                                                                                                

In merito al Teatrino del Parco, una volta che avrà il certificato prevenzione incendi, ritornerà, probabilmente da gennaio 2021, in tutto il suo splendore con un utilizzo privilegiato da parte della scuola, con una capienza che rimarrà nel limite delle 99 persone, in modo da non rendere necessario il certificato di agibilità per svolgere l’attività teatrale.

Infine, essendo terminata con successo la sperimentazione del progetto Esedra, prospiciente l’ingresso al Parco Trotter da via Rovereto, questa area, ridisegnata con il limite di velocità a 30 all’ora, diventa definitiva nel suo nuovo assetto. Verranno quindi piantumati nuovi alberi con ulteriori interventi sui marciapiedi interessati».

Qual è il Suo ricordo di Francesco Cappelli, ex dirigente scolastico del complesso scolastico della Casa del Sole e ex assessore all’Istruzione nella giunta Pisapia?

«Ci siamo conosciuti molti anni fa, prima che lui diventasse dirigente scolastico della Casa del Sole. Un primo ricordo: lo rivedo con la sua bellissima “Graziella”, una bicicletta antica che lui ha cavalcato abitualmente per  tanti anni, muovendosi all’interno del Parco Trotter. Il secondo ricordo: la sua tenacia nel sostenere al primo posto i diritti dei bambini e delle bambine. Il terzo si riferisce alla ricerca che il sindaco Pisapia stava facendo per l’assessore all’Educazione: io mi rivolsi a Francesco, che nel frattempo era andato in pensione, e lo convinsi ad accettare l’offerta del sindaco. L’ultimo ricordo è molto doloroso: quando lui è morto, sono rimasto 2 giorni nella camera ardente allestita al Policlinico per accogliere tutte le persone che arrivavano, perchè sua moglie stava male».

Sul piano personale come considera il suo attuale incarico di assessore in condivisione con il suo impegno di insegnante presso La Casa del Sole, che continua a svolgere?

«È sicuramente un impegno pesante. Sono convinto che sia di fondamentale importanza che ci sia un maestro che si occupi istituzionalmente della scuola, perché questo facilita il rapporto con le sue componenti. Non sono pentito, il continuare l’insegnamento è per me un elemento corroborante: io sto bene con i bambini e loro stanno bene con me».

 Chi È Paolo Limonta

Nato a Monza nel 1958, Paolo Limonta è maestro elementare e attualmente insegna presso l'Istituto Casa del Sole del Parco Trotter. Ha fatto l'educatore di strada, il dirigente del Sunia - CGIL, l'organizzatore della compagnia Teatro degli Eguali, il direttore organizzativo del Teatro Litta e della Scuola d'arte Drammatica Paolo Grassi e si è occupato anche dell'organizzazione degli eventi di Radio Popolare.

Poi, nel 1996 è entrato in ruolo ed è diventato maestro elementare. Da sempre ha affiancato, alle sue varie attività lavorative, l'impegno politico e sociale. Nel 2016 è stato eletto nel Consiglio Comunale di Milano e nominato presidente della Commissione Educazione, Istruzione, Università e Ricerca e vice-presidente della Commissione Periferie. Nel gennaio 2020 è stato nominato assessore all’Edilizia Scolastica dal sindaco Sala.

Nel contempo ha continuato a svolgere il suo lavoro di maestro elementare perché orgoglioso del suo lavoro di insegnante.

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