SCOMPARSA LYDIA BUTICCHI FRANCESCHI, VERA DEMOCRATICA

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

franceschiLa madre di Roberto Franceschi era conosciuta in zona 2, in particolare nelle sedi Anpi e a Crescenzago

di Ferdy Scala

Alcuni milanesi della Zona 2, come i turisti nel territorio di Castione della Presolana, e i democratici delle valli bergamasche e bresciane, hanno reso omaggio il 31 luglio scorso, al cimitero di Dorga, dove si trova la cappellina di famiglia, a Lydia Buticchi Franceschi, madre dello studente Roberto Franceschi, il giovane ucciso la sera del 23 gennaio 1973 da un colpo di pistola sparato dalle forze dell'ordine fuori dall’Università Bocconi.          

Lydia, molto conosciuta in zona 2, è morta a 98 anni il 29 luglio scorso a Milano, ma i familiari hanno portato il feretro nel comune di Castione, che i Franceschi frequentavano già come villeggianti e poi avevano deciso di farne idealmente la propria residenza. Proprio accanto alla casa frequentata, il comune di Castione ha intitolato una strada a Roberto Franceschi.

Dal momento della perdita del figlio, per Lydia, insegnante e staffetta partigiana durante la Resistenza, la vita è stata completamente stravolta: ha svolto numerose conferenze fra gli studenti delle scuole e soprattutto ha lottato strenuamente per ottenere dallo Stato la verità sull’accaduto e la giustizia a cui aveva diritto, fino alla sentenza civile, in cui la magistratura ha riconosciuto che il colpo venne sparato da un appartenente alle forze dell’ordine senza che vi fosse alcuna necessità dell’uso dell’arma. Alla fine dell’iter processuale il Ministero dell’Interno ha anche riconosciuto alla famiglia Franceschi un risarcimento economico, che Lydia, insieme al marito Mario e alla figlia Cristina, nel 1996 decise di utilizzare per dare vita alla Fondazione Roberto Franceschi perché continuasse a promuovere gli ideali e i valori civili e morali di Roberto.

Un anno fa, con la pubblicazione del li­bro Perché non sono nata coniglio, Lydia aveva raccontato la vera storia della sua vita: nata a Odessa da un resistente fuggito dall’Italia e una madre italo-russa che aveva sposato la causa della rivoluzione, Lydia rimase orfana della madre a pochi giorni dalla nascita, e a 12 anni anche del padre. Partecipò giovanissima alla Resistenza come staffetta partigiana, divenne insegnante e preside, e dopo il matrimonio con Mario Franceschi partorì due figli destinati a un avvenire che verrà segnato dalla tragedia del 1973.                                                                                                  

La sua attività di insegnante e di combattente per la democrazia e la giustizia era largamente conosciuta e apprezzata a Milano, soprattutto negli ambienti dell’Anpi e in particolare in quello di Crescenzago.

Cerca

Copyright © 2022 NoiZona2, developed by AgoràFutura.Net - All rights reserved.

Search