TRÉNTAMI IN VERDE

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La sperimentazione di Zona 30 in via Rovereto: diamo strada alle persone

di Matteo Dondè Architetto

Trentami 02Le sperimentazioni di zone 30 realizzate attraverso un intervento temporaneo, a basso costo e progettato dal basso, come è stato fatto in via Rovereto e nell’esedra del Parco Trotter con il progetto “TréntaMi in verde” realizzato dal sottoscritto con “Genitori Antismog” e “Fiab Ciclobby” con la collaborazione di “Nolo Social District” e di “Corelab”, con il patrocinio del Comune di Milano, hanno lo scopo di far “toccare con mano” i vantaggi della velocità ridotta, permettere ai cittadini di rendersi conto della migliore vivibilità di una strada moderata, della maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada, della riduzione del rumore, dell’aumento della qualità e vivibilità dello spazio pubblico, di proporre eventuali modifiche o migliorie prima della realizzazione definitiva, creando il consenso necessario alla buona riuscita dell’intervento.

Per la sperimentazione della Zona 30 sono state attuate tutte le fasi previste e consigliate dalla migliori esperienze europee: incontri di quartiere per la comunicazione e la sensibilizzazione al tema, proposte di progetto, sperimentazione delle soluzioni a basso costo, verifica degli effetti e del consenso, progressiva realizzazione degli interventi previsti, ed in particolare:

  • Eliminazione della sosta illegale (i cartelli di divieto di sosta erano già presenti seppur non rispettati) nell’area antistante l’ingresso alla scuola del Parco Trotter (l’esedra) e trasformazione della piazza in un luogo delle persone con fioriere autocostruite e poi “adottate” dalle classi della scuola, sedute per i genitori in attesa dell’uscita dei ragazzi, colori per ridare qualità ad un luogo che si era trasformato in un parcheggio con manovre dei veicoli che avvenivano in presenza dei bambini in ingresso e uscita dalla scuola (creando sostanzialmente una camera a gas proprio nel luogo più frequentato dai bambini);
  • Riduzione della larghezza della strada di via Rovereto per ridurre la velocità dei veicoli, impedire la sosta in doppia fila, frequente nello stato precedente, e per ricavare una fascia di verde lungo il lato più esposto al sole che vedrà nel progetto definitivo in corso di realizzazione da parte del comune l’inserimento di un vero e proprio filare di alberi, utile alla riduzione dell’inquinamento, del rumore e delle isole di calore;
  • Inserimento di nuovi arredi e disegno di giochi per bambini lungo il marciapiede a nord della via, quello più utilizzato nei percorsi di accesso alla scuola, per impedire la sosta vietata su marciapiede, frequente nello stato precedente, e restituire lo spazio all’uso per cui i marciapiedi sono nati;
  • Messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali di via Rovereto in corrispondenza degli incroci con via Giacosa e v.le Monza attraverso l’ampliamento dei marciapiedi, per impedire la sosta vietata sulle strisce ed aumentare la visibilità tra pedoni e automobilisti, la conseguente riduzione della lunghezza degli attraversamenti (quello di via Giacosa è passato da ben 16 metri a 6 metri) e la diminuzione dei raggi di curvatura per ridurre le velocità di manovra delle auto all’incrocio.
  • La nuova disposizione, oltre a ridurre la velocità dei veicoli a motore, ha consentito di ricavare nuovi spazi per l’inserimento di nuovo arredo e piante di varie dimensioni, in modo da migliorare la qualità della strada come spazio pubblico, favorendo di conseguenza la vivibilità, la convivenza e la socializzazione.
  • L’esperienza ha dimostra infine che anche i commercianti della zona, solitamente restii ad accettare questo tipo di soluzioni, possono trarre vantaggio dalla nuova configurazione della strada: la sicurezza e la qualità, accompagnate da un forte marketing territoriale, possono divenire una soluzione fortemente attrattiva e richiamare nuovi consumatori.
  • Lavorare in strada permette di incontrarsi (e scontrarsi) con le persone, poter spiegare le ragioni e la visione che sta alla base dell’intervento. Durante la sperimentazione di via Rovereto molti cittadini si sono dimostrati entusiasti, altri piuttosto contrari, altri ancora - sebbene perplessi in un primo momento - hanno poi cambiato opinione dopo aver visto i risultati.

In questo processo di cambiamento, da un modello auto-centrico a uno condiviso in cui gli spazi urbani sono restituiti a una pluralità di utenti, gioca un ruolo chiave la comunicazione. Il dialogo con i cittadini e una buona informazione su questi temi aiutano la politica a scegliere.

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