LA  FAME DI TERRA E DI SPAZI DEI CITTADINI DI ZONA 2

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Quante aree abbandonate o riutilizzate con decisioni discutibili !

di Angelo Cappellina

Il territorio del nostro Municipio vede la presenza di numerose aree di terreno di varia grandezza, che sembrano  “terre di nessuno”: recintate da reti o muri un po' bucati attraverso cui si scorgono  residui di edifici, ciuffi di vegetazione spontanea, vecchie spianate di cemento.

Spesso in queste situazioni i residenti si attivano per capirci qualcosa. Dai post su social streets e gruppi di quartiere, nascono  incontri,  inviti ai giornalisti – noi compresi -, gruppi di lavoro, fino al confronto con Municipio e Comune.

Anche i recenti interventi di urbanistica tattica a Rovereto e in via Venini, più o meno soddisfacenti come realizzazione e come informazione, hanno comunque promosso partecipazione, anche con critiche e proposte di correzioni.

Un caso esemplare è il complesso di capannoni dell'ex fabbrica di panettoni Cova di via Popoli Uniti: rovine industriali e cespugli affondati all'interno dell'isolato. Nell'ultimo paio di anni ha avuto utilizzi provvisori per fuorisaloni, eventi, performances d'arte. In seguito, però, la proprietà ha deciso la realizzazione di un edificio residenziale azzerando tutto. Tanti i commenti raccolti: delusione per la perdita di un luogo particolarmente suggestivo per cui si immaginavano grandi potenzialità. Ma si tratta di uno spazio privato e le leggi del mercato immobiliare hanno avuto la meglio.

Sempre in via Popoli Uniti, intanto, è stata “scoperta” un'area triangolare a ridosso della ferrovia, in prolungamento di via Ferrante Aporti. Appartiene al Comune ed è completamente inutilizzata. In passato è stata concessa a una ditta di  rottami, in seguito è stata messa a bando senza esito per un  affitto. Una campagna lanciata sui social dall'associazione FAS ha raccolto migliaia di contatti e decine di proposte, notate anche dall'Assessore all'Urbanistica Maran con un post pubblico: “Ciao ho letto tante belle proposte. Non vedo l'ora che ci vediamo per decidere insieme su quale puntare”.
“Qualche anno fa, dall'altra parte dei binari – dicono i promotori - un'altra terra di nessuno è stata posta all'attenzione del Comune da noi e tanti altri: dopo una lunga progettazione partecipata, è diventata un parchetto sulla Martesana”. E ora i fan del Triangolo sperano in un bis.

Ma la volontà di presidiare gli spazi pubblici e la loro destinazione non si limita alle zone ferroviarie o postindustriali: anche l'elegante quartiere giardino della Maggiolina è in fermento.

Guerra dei recinti: gli abitanti del Villaggio Maggiolina contestano la decisione del Fondo Pensioni Unicredit, proprietario di metà delle 50 palazzine, di recintare i propri edifici con un'alta cancellata  “per  la sicurezza”. E invocano una convenzione (degli anni 60) tra Comune e proprietà dell'area, che vincolava tutti gli spazi verdi all'uso di giardino aperto a tutti. Intanto Unicredit ha dato inizio ai lavori, con scavi e taglio di verde: ci sarà una battaglia legale?

Torre Insostenibile: residenti schierati contro la costruzione della Torre Milano, un grattacielo di 24 piani alto 80 metri, su un'area tra via Stresa, via Belgirate, Piazza Carbonari. Giudicano l'edificio estraneo alle basse costruzioni e alla struttura del quartiere, pur se il progetto è stato approvato perché conforme alle normative. Deboli, finora, le prove di dialogo.

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