Villa Mirabello - Un gioiello sconosciuto al grande pubblico

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Villa Mirabello - Un gioiello sconosciuto al grande pubblico

di Luciano Marabelli

La villa si trova a poca distanza dalla sede del Municipio 2 (Viale Zara). Pur vicina a strade di grande traffico (Viale Marche e Piazza Carbonari, Via Arbe e Piazzale Farina alla Maggiolina), si trova al centro di un’oasi di tranquillità, fra le Vie Bersezio e Mirabello, dove è situato l’ingresso. Un lungo muro di cinta in mattoni impedisce la vista all’interno, accentuandone il senso di isolamento. E’ un vero peccato, perché si tratta di una delle poche dimore storiche della nostra zona giunta a noi perfettamente conservata, all’interno di un parco ampio e bellissimo, ricco di alberi secolari. Purtroppo la villa non è aperta al pubblico, in quanto privata, mantenuta in perfetto stato dagli attuali proprietari (Casa di lavoro e Patronato ciechi di guerra in Lombardia, oggi trasformata in Fondazione Villa Mirabello).

La villa, un tempo al centro di una zona agricola, era fiancheggiata dal Seveso, oggi coperto con sbocco nella vicina Martesana in Via Melchiorre Gioia. Nei secoli è stata proprietà di importanti personaggi e testimone diretto di fatti storici che hanno riguardato la nostra città. Le prime notizie risalgono a metà del ‘400, quando un certo Giovanni Mirabello acquistò un fabbricato rurale da Filippo Maria Visconti. Nel 1468 la proprietà venne dichiarata esente da carichi fiscali, in quanto posseduta da Pigello Portinari, personaggio famoso a Milano, gestore generale delle rendite del Ducato e rappresentante dei Medici. Molto ricco e vicino ai Visconti, fece costruire la famosa Cappella omonima che si può ancora ammirare in Sant’Eustorgio. Alla sua morte la villa fu acquistata da Antonio Landriani, altro personaggio famoso, nominato prefetto dell’Erario dal Duca Galeazzo Maria nel 1474 e successivamente confermato nell’incarico da Ludovico il Moro, di cui divenne anche consigliere politico. Fu ucciso in un agguato poco prima della sconfitta dello Sforza, scontando la cattiva nomea come ministro delle finanze. La proprietà rimase alla famiglia, che il 2 febbraio del ‘500 vi ospitò il Moro, durante il suo breve e sfortunato rientro a Milano. I discendenti del Landriani erano importanti esponenti degli Umiliati (Gerolamo ne era il Maestro Generale dell’Ordine) e la villa divenne una importante sede. I monaci, ricchissimi e famosi per le loro lavorazioni di tessuti e sete, vi installarono dei laboratori. Dopo una lunga parentesi storica (anche Tommaso Marino fu tra i proprietari), la proprietà passò ai Serbelloni, che la trasformarono in una azienda agricola. Come cascina subì un lento  degrado e solo agli inizi del ‘900, per iniziativa della attuale proprietà, fu realizzato un importante restauro che ci ha consegnato la villa nel perfetto stato attuale.

All’interno sono presenti molti segni di questa lunga storia : gli stemmi dei Landriani e dei Brivio (con loro imparentati) ed una bellissima fontana al centro di uno dei cortili  con il classico emblema dei Visconti (soprannominato “el mangia bagai”) : questa statua è una copia fatta da Luca Beltrami, fedele all’originale conservato a Bellinzona (già parte del Ducato di Milano) e proveniente dal Castello Visconteo di Vigevano.

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