DIVERSE MA UGUALI - LE DONNE NELLO SPORT

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FOTO T. Officina i Facilitatori 

di Ufficio Stampa Sanga Milano

La Serie A del Mondo Sanga è solo la punta di un iceberg, il cui sottosuolo mostra un lavoro incessante e di qualità sul territorio del quartiere NoLo, con la volontà di portare avanti sempre nuovi progetti che permettano di aprire spazi e opportunità per i più deboli, agevolando al contempo la diffusione dei valori positivi dello sport. L'attenzione continua verso il mondo femminile si declina da sempre in una serie di iniziative per abbattere le barriere e combattere gli stereotipi legati al pianeta donna. Si pensi all'apertura dei campi da basket in zona e alla presenza con le proprie giocatrici e giocatori in occasione delle inaugurazioni delle panchine rosse, contro la violenza sulle donne, nei parchi attorno a Via Padova, Viale Monza, anche in Stazione Centrale.
In questo contesto si sta organizzando un weekend, per il 16-17 maggio, dal titolo DIVERSE MA UGUALI sulla parità di genere non solo nello Sport,  inserito nel percorso culturale del Comune di Milano intitolato “I Talenti delle Donne”, che si terrà al Pala Giordani la domenica mattina (17 maggio dalle ore 09.00 alle ore 13.00) e all'ex chiesetta del Parco Trotter il sabato mattina 16 maggio dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

E’ Franz Pinotti, il “Guru” del Sanga, a parlarcene più dettagliatamente: “In questi ultimi anni abbiamo posto un particolare Focus sul mondo femminile. Avevamo riscontrato non solo una forte disparità di trattamento tra uomo e donna negli aspetti sociali ma, quel che è più grave, anche sotto l’aspetto culturale. Ci siamo accorti che sia nel mondo maschile più illuminato, che nelle famiglie stesse di appartenenza, si praticano concetti duri a morire che portano a inevitabili differenze e diversità di trattamento. Le bambine abbandonano lo sport per i più diversi motivi, spesso frutto di false credenze e miti sbagliati, perché devono studiare. Soprattutto abbiamo visto episodi nel passaggio da quinta elementare a prima media o da terza media a prima superiore, come se le femmine fossero più “stupide” e avessero bisogno di più tempo per concentrarsi nello studio dei colleghi maschi, ai quali non viene mai minimamente posto questo “inutile” problema di scelta tra Studio e Sport. Per non parlare della lotta quotidiana anche con mamme, dunque esse stesse donne, che non iscrivono le figlie al basket, al calcio (anche se va più di moda) o al rugby perché sport di contatto. Come se il “contatto fisico” non insegnasse anche metaforicamente a “sgomitare” nella vita per difendere le proprie idee, i propri principi. Insomma c’è tanto da dire e lo diremo con forza sabato 16 maggio al Trotter, insieme a Donne simbolo dello Sport, ma anche della politica e del mondo educativo e culturale. Porteremo testimonianze  del pianeta donna per evidenziare quanto le discriminazioni incidono quotidianamente nel differenziare le possibilità di affermazione personale. La donna è sempre un passo indietro e la mancanza di una certa cultura educativa, ne segna ancor più le differenze.”

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