IL NATALE ALLA CASA DELLA CARITÀ IN TEMPO DI PANDEMIA

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di Valentina Rigoldi

Quello che ci apprestiamo a vivere quest’anno sarà un Natale inevitabilmente diverso e lo sarà anche alla Casa della carità.

“L'arrivo del Natale ci sta facendo riflettere profondamente sul valore della vita, sull'aggrapparci a essa, sullo stupirci dell’esistenza che sa germogliare anche laddove c'è aridità, dove incombe la pesantezza della morte e del dolore” afferma don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione.

In questo anno segnato dalla pandemia dedicheremo la Natività alla vita, intitolandola “La vita c'è, la vita va sempre protetta”.

Inevitabile il riferimento al Covid e a quelli che il virus ha colpito più duramente: oltre ai malati ci sono gli anziani, i sofferenti psichici, i più poveri, tutti coloro che sono considerati “scarti”. Tutta questa umanità fragile è rappresentata da Gesù Bambino, che sarà collocato in una grande sfera trasparente al centro della scena, protetto da un manichino dotato di tutti i dispositivi di sicurezza, a rappresentare coloro che in questi mesi si sono presi cura dei più fragili. Come sempre il Presepe sarà allestito all’ingresso della nostra sede, visibile a tutti: è il nostro modo per condividere con la città i tanti messaggi che il Natale ci consegna, perché – come dice Papa Francesco – il Presepe è come un Vangelo vivo.

A mancare sarà invece il grande pranzo comunitario, che ogni 25 dicembre raduna alla Casa ospiti, operatori e volontari, ma anche gli anziani del quartiere e tante persone che desiderano trascorrere il giorno di Natale con noi. Se non sarà possibile sederci a tavola tutti insieme, non vogliamo però far mancare il calore del Natale, soprattutto ai nostri “nonni”, agli anziani del quartiere Adriano e Crescenzago che frequentavano il nostro centro diurno e che da fine febbraio, a causa del Covid, non possono venire in via Brambilla. In questi mesi abbiamo continuato a seguirli a distanza, sentendoli al telefono, andando a fare delle serenate sotto i loro balconi, accompagnandoli alle visite mediche e ovunque fosse necessario. Per questo, in occasione delle feste, cercheremo di andarli a trovare – rispettando tutte le condizioni di sicurezza – e consegneremo loro un piccolo dono.

E anche i nostri anziani faranno un regalo alla Casa della carità: l’albero di Natale della sede di via Brambilla sarà infatti addobbato con i centrini all’uncinetto che in questi mesi le nostre nonne hanno realizzato per noi.

“Non potremo darci l'abbraccio che vorremmo, ma avremo sguardi carichi dell’affetto e della forza dei legami che non si sciolgono” conclude don Colmegna.

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