AL VIA IL PROGETTO P.A.R.I.

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Giorgia Matteucci corso bollicinevip

di Valentina Rigoldi

Trasformare le scuole dei quartieri più complessi di Milano in punti di riferimento dell’innovazione e dell’inclusione. Entra nel vivo il progetto “P.a.r.i”, promosso dalla Fondazione Somaschi in collaborazione con il Comune di Milano e altri otto partner, che intende realizzare attività di eccellenza in istituti scolastici situati in contesti segnati dalla fragilità sociale. Ci sono anche la Casa della carità e il Centro Ambrosiano di Solidarietà tra gli enti coinvolti nel progetto, partito a settembre 2019 e che proseguirà fino al 2021.   

L’iniziativa è rivolta a 1.200 bambini e prevede anche attività per gli insegnanti e per le famiglie.

Il progetto, selezionato dal programma  “Con i Bambini”  nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, coinvolge tre istituti comprensivi milanesi: il “Tommaso Grossi”, l’”Arcadia” e il circolo didattico ubicato nel Municipio 2 “G.B. Perasso”. Ed è proprio in quest’utlimo, nei due plessi di via Bottego e in via San Mamete, che si concentrano le attività della Casa della carità e del CeAS, i cui educatori affiancano le insegnanti delle classi terze, quarte e quinte della scuola primaria, in attività di “didattica per competenze” e “cooperative learning”, ossia l’apprendimento basato sull'interazione all'interno di un gruppo di allievi che collaborano per arrivare a un risultato comune. Le tre scuole coinvolte sono localizzate in zone di Milano caratterizzate anche dalla presenza di campi Rom.

L’obiettivo è che ogni studente, anche chi ha più difficoltà - magari perché straniero o appena arrivato in una nuova classe o perché ha delle disabilità - possa apprendere nel modo che per lui è più adatto. Tutto ciò è finalizzato a combattere la dispersione scolastica e a favorire l’inclusione. Nei prossimi mesi, in coerenza con la strategia del cooperative learning e del learning by doing», saranno attivati nelle tre scuole 20 laboratori legati all’utilizzo di strumenti multimediali, al teatro, alla musica, alla narrazione, al problem solving e al pensiero computazionale, che vedranno la partecipazione di operatori specializzati, ma anche di insegnanti adeguatamente formati per queste attività.

Successivamente, in collaborazione con Architetti Senza Frontiere, si procederà alla realizzazione di tre FabLab, tre spazi dove gli alunni potranno imparare sul campo e mettere in pratica le nozioni acquisite nel corso delle attività di formazione. Anche la costruzione dei FabLab è parte integrante delle attività formative: saranno progettati e realizzati in modo partecipato con la collaborazione concreta degli alunni, degli insegnanti e delle loro famiglie. Le attività previste si suddividono in quattro cluster: la formazione per insegnanti, le attività con la metodologia cooperativa realizzata dagli insegnanti e dagli operatori, i laboratori learning by doing a cura di esperti e operatori e la rigenerazione degli spazi attraverso l’attivazione FabLab.

Nell’ambito di questo progetto, Casa della carità e CeAS, oltre che nelle scuole, operano anche sul territorio con le famiglie fragili già seguite dai due enti con attività pomeridiane per i bambini: dal doposcuola ai laboratori artistici, ai laboratori di cucina e pasticceria.

Oltre a Fondazione Somaschi, Architetti senza Frontiere, alle tre scuole interessate e al Comune di Milano, nel progetto sono impegnati altri sei partner: Atlantis Company, Centro Ambrosiano di Solidarietà Onlus, Comunità di Sant'Egidio Milano Onlus, Fondazione Casa della Carità A. Abriani Onlus, Progetto A. Società Cooperativa Sociale, Zero5- Laboratorio di Utopie Metropolitane Coop. Soc. Il soggetto valutatore degli esiti delle attività è Codici Ricerche.

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