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Emanuela Suanno durante un'esibizione

Intervista a Emanuela Suanno

LA DANZA COME SPORT

di Angelo Inzoli                                    

Emanuela Suanno è nata a Milano dove ha cominciato a studiare danza e musica. Nel 2008 si laurea a pieni voti in Music, Arts and Entertainment Management in Inghilterra. E' qui che scopre le danze orientali e comincia a lavora come artista e danzatrice del ventre in Italia e all’estero, sia a diretto contatto con il pubblico che in televisione. Nel 2011 decide di aprire la Suanno Dance School & Show Creations con sede a Milano in via Oldrado da Tresseno 5.                                                                              

Ma Emanuela è anche una sportiva che può vantare un medagliere di elevato livello. Nel gennaio 2014 vince 3 medaglie d’oro ai Campionati Italiani a Rimini, classificandosi prima in tutte le discipline, tra cui Oriental, Show and Folk. Nel maggio 2014 vince 2 ori e 1 argento ai Campionati del Mondo a Mosca, mentre agli europei di Sochi nel 2015 è terza in Oriental Dance, prima nello Show e seconda nel Folk.                                                                                                                                    

Parlo con lei di tutto questo.

Emanuela come è nata la sua passione per la danza?                                                                                                   

E' nata con me: sin da piccola ho sempre ballato. La danza è qualcosa che si ha nel sangue…

Lei è una sportiva di altissimi livelli. Perchè  praticare sport con la danza?                                                                              

A me nella vita piace combattere, la competizione, il mettermi in gioco. Con lo sport tutto questo è possibile. Lo sport è uno stimolo incredibile a migliorarsi e a crescere. Inoltre, lo sport ti fa fare una esperienza indimenticabile di squadra soprattutto nelle competizioni internazionali, dove oltre a esibirti rappresenti un Paese.  

Perché hai aperto una tua scuola di danza?                                                                                                                    

La scuola non è per me un lavoro ma un hobby. Io mi guadagno da vivere con le mie esibizioni artistiche e teatrali in giro per il mondo. Però ogni ballerina deve anche pensare al suo futuro soprattutto quando non potrà più svolgere questa attività. Da questa considerazione è nato lo stimolo di aprire una scuola. La mia preoccupazione è stata di coinvolgere professionisti di alto livello e dare l'opportunità di apprendere e sperimentare generi diversi: danze country, tango, danza classica, Bollywood, danze polinesiane, swing… sino alla danza del ventre.

Le danze sono tutte uguali o ogni genere è una esperienza a sè?                                                                                  

Ogni genere è un modo a sé. Più lo si frequenta e più ci si appassiona e viene la voglia di conoscerlo. Le varianti di ogni danza sono infinite, legate al tempo e ai luoghi che le hanno create.

E che cosa ha di speciale, per una donna, la danza del ventre (danza di cui lei è specialista)?                                                                                                                                                         

E’ una danza sensuale, in cui chi danza gioca con la propria sensualità. Non è un caso che non sia nata per esibirsi o sedurre i maschi, ma come danza tra le donne per esprimere la propria sensualità. Per poterla ballare devi essere in comunicazione con tutta la tua più profonda femminilità.

Lei ha viaggiato, girando il mondo grazie a questa sua passione. In generale, che cosa ha "in meno" il nostro Paese rispetto a questa disciplina?                                                                                      

Milano è una vera e propria capitale europea. Fuori da Milano c'è più provincialismo. Pensando alle mie esperienze europee mi viene da pensare che da noi, ad esempio, si fa fatica a iniziare alla danza i maschi, per preconcetti. Ho lavorato in Francia e mi sono resa conto che le donne francesi sono più libere e aperte. Durante uno spettacolo è facile che invitino il marito a ballare con te… in Italia a volte mi è capitato il contrario che si alzino e portino via il marito per paura …di che? …che la danza li coinvolga troppo? In Gran Bretagna ho visto il mondo intero in una società multiculturale

E che cosa ha "in più" l 'Italia?                                                                                                                                                      

Non saprei… forse l'attenzione per i bambini. I genitori che iscrivono i figli ad un corso vogliono sapere tutto e sono molto presenti. Spesso in Europa non è così. I figli sono meno seguiti.

 

 

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