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Articolo di Elena Degregorio.

Giovedì 9 novembre, a pochi giorni di distanza dal 73° anniversario della strage di Gorla, è andata in scena la replica dello spettacolo “Gorla fermata Gorla” al Teatro Blu di via Cagliero 26.

Lo spettacolo, messo in scena per la prima volta nel 2014 con la regia di Renato Sarti e prodotto dal Teatro della Cooperativa, racconta la Strage della scuola elementare “Francesco Crispi” di Gorla, uno degli eccidi peggiori subiti dalla popolazione italiana durante la Seconda Guerra Mondiale.

Sul palcoscenico tre attrici danno vita ad un dialogo tra una delle poche bambine sopravvissute alla strage, orami anziana, interpretata da Nicoletta Ramorino, e due delle tante bambine che morirono nella loro scuola il 20 ottobre 1944, una più tranquilla ed una più vivace interpretate rispettivamente da Federica Fabiani e Marta Marangoni.

I dialoghi sono stati costruiti principalmente sulla base delle testimonianze dei sopravvissuti (raccolte nel sito www.piccolimartiri.it) e sono caratterizzati dalla semplicità di espressione tipica dei bambini ma con delle punte di tristezza e di rammarico. Grazie inoltre al supporto di alcune proiezioni di foto d’epoca, lo spettacolo cerca di far rivivere l’atmosfera e la vita nel quartiere dal punto di vista dei bambini prima di quella famosa mattina dal cielo estremamente terso e di conseguenza molto allettante per i bombardamenti. Quel giorno infatti, cento bombardieri americani volarono sul cielo di Milano con l’intento di colpire le fabbriche metalmeccaniche della periferia. Ma una squadriglia sbagliò rotta e il pilota, avendo mancato lo scalo ferroviario di Greco, decise comunque di scaricare le 170 bombe già innescate sul quartiere di Gorla. La cattiva sorte volle che una di esse sfondò il tetto della scuola elementare Francesco Crispi, entrò nella tromba delle scale e fece cedere il tetto della cantina nella quale si erano appena rifugiati quasi tutti i bambini che frequentavano la scuola. Ne morirono 184, oltre alle maestre, alla direttrice e al personale ausiliario. Le testimonianze dei sopravvissuti e i racconti di alcune delle tragiche morti trovano voce nelle tre attrici che fanno comprendere bene quello che vissero i bambini nei pochi minuti che separarono lo sganciamento delle bombe alla loro caduta tra i civili.

Lo spettacolo dedica anche parecchio spazio alle testimonianze riguardanti le conseguenze di questa terribile strage: il quartiere rimase orfano quasi interamente di un’intera generazione, molti genitori cercarono dei figli “riparatori” ai quali diedero i nomi dei figli perduti e le famiglie che ebbero la fortuna di rimanere intere non di rado si trasferirono in altri quartieri per evitare di urtare eccessivamente la sensibilità dei vicini ingiustamente più sfortunati.

“Gorla fermata Gorla” vuole fare ricordare ai meno giovani e far comprendere ai più piccoli che Gorla non è solo l’attuale fermata della metropolitana, ma un luogo che non tanti anni fa è stato colpito duramente e crudelmente (più di 600 furono i morti complessivi di quel giorno). Il Monumento Ossario dei Piccoli Martiri, inaugurato alcuni anni dopo la Strage, oltre ad essere commemorativo ha l’arduo compito di ricordarci sempre che gli orrori della guerra, anche al giorno d’oggi, vengono subiti ingiustamente soprattutto dai più piccoli.

Al termine dello spettacolo il numeroso pubblico presente al Teatro Blu ha avuto la possibilità di assistere ad un breve dibattito riguardante l’argomento con la presenza delle attrici, dal regista Renato Sarti, della sopravvissuta Graziella Ghisalberti, del presidente del Municipio 2 Samuele Piscina e del Presidente dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra Gino Mattioli.

 

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