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Quando il Giro di Lombardia terminò al Parco Trotter
 
 
 
Articolo di Elena Degregorio
 
Come ogni anno, ad ottobre, si terrà il Giro di Lombardia. Gara molto attesa dagli appassionati di ciclismo e non solo, essendo l’ultima delle grandi classiche del ciclismo mondiale. Il percorso dell’edizione di quest’anno, che si terrà il 13 ottobre, verrà definito tra qualche settimana e l’associazione La Città del Sole amici del Parco Trotter Onlus ha chiesto formalmente al Comune di Milano e agli organizzatori di far partire la gara dal Parco Trotter. L’associazione è nata nel 1994 con lo scopo di recuperare, tutelare e valorizzare le strutture e il parco del Trotter e di promuovere forme associative e di cooperazione culturale e sociale rivolte anche al quartiere e alla città. 
“L’idea di far partire la gara al Parco Trotter è nata a maggio dell’anno scorso - ci dice il presidente dell’associazione, Giorgio Calabria - in seguito ad una rievocazione storica con abiti d’epoca organizzata da un’associazione ciclistica lombarda per ricordare il primo Giro d’Italia che si è concluso proprio qui nel 1909. Si tratterebbe di una importante opportunità per il quartiere e la città.”
Il Parco Trotter ha avuto un ruolo significativo nella storia del ciclismo italiano in quanto è stato il luogo di arrivo anche di una delle prime edizioni del Giro di Lombardia. Riportare oggi il Giro di Lombardia in questa sede avrebbe molteplici significati: sportivi, storici e sociali. Il Parco Trotter infatti è legato agli anni eroici del ciclismo, quelli di Gaetano Belloni e Costante Girardengo, e anche alla Milano operaia del primo dopoguerra che rese grande la città. Le fabbriche più importanti, come la Breda e la Pirelli, infatti erano non lontane dal Trotter e tantissime persone, in cerca di occupazione, si trasferirono dal sud Italia nel quartiere per essere in prossimità del nuovo luogo di lavoro. Anche oggi, dopo quasi cent’anni, questa zona e via Padova in particolare è rimasta caratterizzata da un importante flusso di immigrazione e si è trasformata in una delle zone più multietniche della città. Un’integrazione tra diverse culture non sempre facile ma che ha reso il quartiere vivo, propositivo con la nascita di molteplici associazioni e che soprattutto ha visto formarsi i nuovi cittadini milanesi. La scuola e il Parco del Trotter cercano di facilitare la riuscita dell’integrazione in quanto luoghi di formazione, cultura e aggregazione. L’idea di far partire il Giro di Lombardia dal cuore di questo quartiere, periferico ma ricco di storia e vitalità, avrebbe quindi un importante significato sociale e culturale, oltre che sportivo.“Sarebbe inoltre una grande occasione per l’amministrazione comunale – conclude Giorgio Calabria - di dimostrare concretamente un interesse e una reale attenzione per la periferia, mettendo in rilievo anche sulle pagine nazionali una Milano differente rispetto a quella dei nuovi grattacieli”. 
 

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