Home

Chi siamo

    • Premessa
    • Consiglio
    • Statuto
    • Scheda di adesione
    • La redazione
    • Altri dati

Archivio

Articoli

Eventi

Social

Dove trovarci

Contatti

Quo Vadis?

Home

L’ANTIQUARIA DI VIA STAZIO: LA BELLEZZA DELLE “COSE”

L'interno del negozio di antiquariato.

di Lorenza Abordi                              

In una corta stradina, che sembra appartenere più a un tranquillo quartiere londinese con le case basse che alla multietnica e movimentata Via Padova, in via Cecilio Stazio 8, dagli anni ’60 è presente un negozio di antiquariato: una vetrina da cui si intravvede l’interno ricolmo di oggetti, disposti con apparente casualità, che dà il senso della stratificazione e del tempo, di un viaggio attraverso la bellezza delle “cose”.                                                                                                                                                    

Dal ’81 ci lavora Fede Lorandi, che ora lo gestisce da sola, come hanno fatto prima di lei i genitori e i nonni, antiquari anche questi ultimi a Brescia. Nel racconto di Fede traspare l’amore per la bellezza e per lo spaccato di mondo che questa parte di Zona 2 ha espresso e continua ad esprimere. Vissuta da sempre tra oggetti rari e particolari di varie epoche ha scelto di continuare l’attività di famiglia. Gli studi d’arte la portano ad approfondire e ad avvicinarsi sempre più al mondo dell’antiquariato; ad elaborare un suo pensiero verso gli oggetti e i piccoli mobili che tratta, appartenenti a varie epoche; a definire il suo senso del bello e le sue preferenze. La sua professionalità, ampiamente riconosciuta, si è arricchita nel tempo grazie alle collaborazioni con alcune riviste per le quali recensiva libri d’arte, alle varie mostre di cui è stata curatrice e dall’essere consulente di interior design per i privati.                                                                                                                          

Ci narra di una Zona 2 che non c’è più, fatta di palazzi signorili, costruiti con androni rivestiti di marmo, custodi con i guanti bianchi e abitati da una borghesia che vi si trasferiva per avere appartamenti più grandi; accanto a case di ringhiera, abitate da persone umili arrivate a Milano per cercare lavoro dal sud e non solo. Della vivacità della zona, con tante attività e bei negozi. E via Stazio non era da meno, nelle case basse costruite negli anni ’20 sulle fondamenta di una vecchia cascina, che fuori mantengono un fascino british, ma celano cantine con le volte di mattoni pieni, che riportano al nostro passato. Ci racconta di quella vivacità che dà segni di rinascita, dopo anni di torpore, con tanti giovani che ritornano a popolare le case della zona e ad interessarsi all’arte e al bello, a frequentare il suo negozio con una nuova pulsione ammirativa e non solo.                                            

Già perché l’uomo ha bisogno di bellezza, gli è necessaria per stare bene, per Fede Lorandi, è importante infatti creare spazi all’interno delle case che siano oggettivamente belli, e lei da esperta, sa recuperare e dare nuova vita e dimensione ad oggetti del passato, creati per funzionalità diverse ma che trovano una collocazione in grado di rendere oggettivamente bello lo spazio che li circonda nella sua interezza.                                                                                                                                                        

Il rapporto con gli oggetti Fede Lorandi lo sintetizza in questo modo: “si può vedere un oggetto, e il rapporto che si crea con quest’ultimo è orizzontale (nel senso di superficiale), oppure si può entrare in contatto con l’oggetto e in questo caso il rapporto diventa verticale, penetrante: questo cambia noi è un po’ anche gli oggetti, che restano segnati/impregnati delle nostre emozioni, del nostro vissuto”. Ci precisa che esiste una distinzione tra ciò che è oggettivamente bello e ciò che è brutto, ma che per lei hanno rilevanza solo gli oggetti che ritiene belli, non è detto che siano ricercati, preziosi o rari; ma che non ha mai, negli anni, acquistato nulla che non ritenesse appartenere a questa categoria.                                                                                                                                                    

Passare in Via Stazio 8 e fermarsi per un attimo a guardare oltre la vetrina, è già di per sé un viaggio nell’arte, nella quotidianità del passato, un modo per ritrovarsi e riscoprire un po’ di bellezza.

Ultimo numero

Login